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Pianaccio 730 m Corno alle Scale

Antica Locanda Alpina Ristorante e camere, dal 1904.

Cucina di montagna fatta in casa, in un paese di ventidue abitanti. La sfoglia si tira la mattina, i funghi vengono dal bosco qui sopra, e la famiglia che cucina è sempre la stessa da centoventidue anni.

La sala della Locanda piena di gente a cena, con le tovaglie gialle, le pareti di legno e le lampade in ferro battuto.
1904 L'anno in cui ha aperto. Da allora non ha mai cambiato famiglia.
122 anni Di fila, sempre i Gentilini. Iscritta alle Imprese Storiche d'Italia.
730 m L'altezza di Pianaccio, dentro il Parco del Corno alle Scale.
22 Gli abitanti del paese. Il ventitreesimo posto a tavola è vostro.
Si mangia solo qui

Le tagliatelle scure di Pianaccio

Non è il condimento a essere scuro: è la sfoglia. I porcini entrano nell'impasto insieme all'uovo e alla farina, prima del mattarello. Poi padella, burro e pancetta. Nient'altro.

  1. 1I porcini si raccolgono nel bosco qui sopra, quando decide la stagione.
  2. 2Si lavorano nell'impasto: la sfoglia nasce già scura.
  3. 3Tirata a mano e tagliata a mano, la mattina.
  4. 4In padella un minuto, con burro e pancetta. Il resto l'ha fatto il bosco.
Le tagliatelle scure di Pianaccio con lamelle di tartufo nero, su un piatto a fiori.

La carta

Fatto in casa. Anche quello che non si vede.

Per cominciare

Si porta in tavola mentre si decide il resto.

Crescentine fritte

Gonfie e calde, con i salumi e i formaggi della montagna. Sul cartello fuori ci sono da sempre.

Tagliere di salumi e formaggi

Dai produttori qui intorno, tutte piccole aziende di famiglia.

Polenta fritta con formaggio fuso e tartufo

Millefoglie di patate, pancetta e tartufo

I primi

La sfoglia si tira la mattina, tutti i giorni.

Tagliatelle scure di Pianaccio

La sfoglia impastata con i porcini, saltata con burro e pancetta.

La nostra firma

Tagliatelle al ragù

Tirate a mano la mattina. Sempre.

Pasta con i fagioli

Il piatto dell'inverno, quello scritto sul cartello quando fuori c'è la neve.

Tortellini in crema di parmigiano

Tortelloni burro e salvia

Strozzapreti con salsiccia e porcini

I secondi

Carne di montagna, funghi e polenta.

Arrosto di capocollo con castagne e prugne

Si ordina in autunno e ci si ripensa a marzo.

Funghi porcini

Fritti, trifolati, o sopra la polenta.

Cinghiale

Quando c'è, e quando è la sua stagione.

Straccetti al rosmarino

I dolci

E alla fine, senza chiederlo, il liquore alla menta.

Mirtilli con il gelato

D'estate, raccolti sul crinale.

Il gelato del Bar Gianni

Artigianale, fatto qui dentro.

I dolci di casa

Cambiano con le feste: le frittelle di Carnevale, le cartellate.

Questa è una parte della carta. Il menù cambia con la stagione e con quello che dà il bosco: i funghi in autunno, i mirtilli d'estate, le castagne quando è tempo.

Pianaccio

Ventidue abitanti, un giornalista e una locanda.

Una manciata di case aggrappate al fianco della montagna, dentro il Parco Regionale del Corno alle Scale. Ci si arriva per una strada che sale fra i castagni e finisce qui: oltre, ci sono soltanto i sentieri.

La Locanda vista dall'alto: il tetto scuro, la veranda coperta lungo la strada, le siepi in vaso e il bosco tutto intorno.
La Locanda dalla strada che sale. La veranda è aperta d'estate.
Via Roma a Pianaccio: le case in fila, i gerani alle finestre, le ortensie sul muro e la montagna verde in fondo.
Via Roma. La strada del paese passa davanti alla porta.

In fondo alla via scorre il rio, con la sua cascata: si sente dalle finestre sul retro, tutto l'anno. All'altro capo, al numero 1, c'è la casa dove nel 1920 è nato Enzo Biagi — oggi Centro Documentale a lui dedicato. Al numero 22, da centoventidue anni, ci siamo noi.

Sopra il paese ci sono il Corno alle Scale, il Lago Scaffaiolo e le cascate del Dardagna. D'inverno, le piste a pochi minuti.

Poco prima della porta

Attenzione: bambini e anziani allo stato brado

Il cartello l'hanno scritto loro

È inchiodato su un asse di legno lungo la strada, qualche metro prima di arrivare. Non è un avviso del Comune: se lo sono fatto in casa, con le lettere intagliate a mano. Chi arriva rallenta, legge, e ha già capito che tipo di posto è.

Il cartello di legno con le lettere intagliate a mano: «Attenzione bambini e anziani allo stato brado», appoggiato al muro fra l'edera.

Dormire

Una decina di camere, sopra la sala.

Sono le stanze del vecchio rifugio: semplici, pulite, calde. Tutte al primo piano, alcune sul giardino, altre sul rio con le montagne dietro. Colazione compresa, animali ammessi, parcheggio davanti alla porta.

Le camere
La vista da una finestra della Locanda in autunno: i tetti del borgo e il bosco che cambia colore sul fianco della montagna.
Ottobre, dalla finestra di una camera.

Trovarci

Via Roma 22, Pianaccio40042 Lizzano in Belvedere, Bologna

Orari da confermare con la Locanda.

Cucina e camere sono aperte tutto l'anno, ma gli orari cambiano fra estate e inverno. Prima di salire, una telefonata: rispondiamo noi.

In casa

  • Sala fino a 80 posti
  • Veranda estiva
  • Camino
  • Bar Gianni
  • Gelato artigianale
  • Accessibile in sedia a rotelle
  • Menù per bambini
  • Animali ammessi
  • Parcheggio libero
  • Wi-Fi
  • Eventi e catering
  • Carte e contactless
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