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La sala della Locanda in una sera d'inverno: tavolate piene, pareti di legno, lampade a candela in ferro battuto.

Pianaccio · 730 m Parco del Corno alle Scale

Antica Locanda Alpina · Ristorante e camere Nel bosco, una finestra accesa dal 1904.

Ventidue abitanti, una sola famiglia, la stessa cucina da centoventidue anni.

1904

L'anno in cui si accende. Apre come locanda e rifugio, sulla via di chi attraversa la montagna a piedi.

122

Anni di fila, sempre la stessa famiglia. I Gentilini non hanno mai passato le chiavi a nessun altro.

730m

L'altezza di Pianaccio. Sopra ci sono solo i sentieri, la faggeta e il crinale.

22

Gli abitanti del borgo. Il ventitreesimo posto a tavola è vostro.

Iscritta al Registro delle Imprese Storiche d'Italia — Unioncamere

Dove siamo

Ventidue abitanti, un giornalista
e una locanda.

Pianaccio è una manciata di case aggrappate al fianco della montagna, dentro il Parco Regionale del Corno alle Scale. Ci si arriva per una strada che sale fra i castagni e finisce qui: oltre, ci sono soltanto i sentieri.

Via Roma a Pianaccio: la veranda della Locanda con l'insegna in legno, gerani alle finestre, ortensie e la montagna verde sullo sfondo.
Via Roma. La strada del paese passa davanti alla veranda.
Cartello di legno all'ingresso del paese, lettere intagliate a mano: «Attenzione bambini e anziani allo stato brado».
All'ingresso del paese. Non l'abbiamo scritto noi, ma ci somiglia.

In fondo alla via scorre il rio, con la sua cascata: si sente dalle finestre sul retro, tutto l'anno. All'altro capo, al numero 1, c'è la casa dove nel 1920 è nato Enzo Biagi — oggi Centro Documentale a lui dedicato.

Al numero 22, da centoventidue anni, ci siamo noi.

Per me l'anno comincia il primo giorno di settembre.
Enzo Biagi, nato a Pianaccio
Dal terrazzo della Locanda: il rio che scende fra i sassi con un piccolo salto d'acqua, i tetti del paese e il bosco.
Il rio, visto dal terrazzo. Alcune camere si affacciano qui.
Le tagliatelle scure di Pianaccio, servite su un piatto a fiori con lamelle di tartufo nero.

Il piatto

C'è un piatto che potete mangiare
soltanto qui.

Le tagliatelle scure di Pianaccio. Non è il condimento a essere scuro: è la sfoglia. I porcini entrano nell'impasto insieme all'uovo e alla farina, prima del mattarello. Poi padella, burro e pancetta. Nient'altro.

01

Il bosco. I porcini si raccolgono qui sopra, quando decide la stagione.

02

L'impasto. Uovo, farina e funghi lavorati insieme: la sfoglia nasce già scura.

03

Il mattarello. Tirata a mano e tagliata a mano. È l'unico modo che conosciamo.

04

La padella. Burro e pancetta, un minuto. Il resto lo ha già fatto il bosco.

La Locanda sepolta dalla neve, con lunghi ghiaccioli dal tetto e il cartello all'ingresso che annuncia crescentine fritte e pasta con fagioli.

Febbraio 2012. Il tetto è sparito sotto la neve. Sul cartello, come sempre: crescentine fritte, pasta con fagioli.

Pianaccio, 730 metri

Dal 1904

Centoventidue anni senza mai spegnere la luce.

Da allora l'insegna è cambiata, la strada è stata asfaltata, il paese si è svuotato. La famiglia no. I Gentilini sono ancora qui, e le camere di sopra sono ancora le stanze del vecchio rifugio.

Il bar porta il nome di Gianni. La cucina, oggi, è di Irene. In mezzo ci sono generazioni di mani che hanno tirato la stessa sfoglia sullo stesso tavolo, con la stessa farina.

Impresa Storica d'Italia

  1. 1904

    Apre la Locanda: cucina, bottega e stanze per chi attraversa la montagna a piedi.

  2. 1920

    In fondo alla stessa via, al numero 1, nasce Enzo Biagi.

  3. Il rifugio

    Le stanze che ospitavano gli escursionisti diventano, una alla volta, le camere di oggi.

  4. Bar Gianni

    Il bar prende il nome di Gianni Gentilini. Il gelato si fa ancora in casa.

  5. 2014

    Centodieci anni. La data entra nel marchio, accanto al gatto.

  6. Oggi

    Irene Gentilini. Stessa famiglia, stessa via, stesso numero civico.

La vista da una finestra della Locanda in autunno: i tetti del borgo, gli abeti e il bosco che cambia colore sul fianco della montagna.
Ottobre, dalla finestra di una camera.

Dormire

Una decina di camere,
sopra la sala.

Sono le stanze del vecchio rifugio: semplici, pulite, calde. Tutte allo stesso piano, il primo — comode per i bambini e per chi ha le gambe stanche. Alcune guardano il giardino, altre il rio e la montagna.

  • CamereUna decina, tutte al primo piano
  • ColazioneCompresa
  • VistaGiardino, rio o montagna
  • AnimaliAmmessi
  • Wi-FiGratuito
  • ParcheggioLibero, davanti alla Locanda

Le voci

Quello che dicono
quelli che tornano.

4,4 su 5, oltre 400 recensioni Google

Ogni volta che vengo a mangiare qui mi sento accolta come in famiglia. Piatti cucinati con impegno e amore.
Recensione Google
È sempre un piacere fermarsi qui, oramai da una quarantina d'anni.
Recensione TripAdvisor
Tutto perfetto, dall'accoglienza al liquore alla menta, passando dalle tagliatelle scure.
Recensione TripAdvisor

Intorno

Si arriva per il pranzo,
si resta per la montagna.

  • Corno alle Scale

    La vetta più alta dell'Appennino bolognese. D'inverno, gli impianti e le piste.

    1.945 m
  • Lago Scaffaiolo

    Il rifugio sul crinale, con l'Emilia da una parte e la Toscana dall'altra.

    1.775 m
  • Cascate del Dardagna

    I salti d'acqua dentro la faggeta, sul sentiero che parte da Madonna dell'Acero.

    a piedi
  • Centro Documentale Enzo Biagi

    Nella casa dove è nato, in fondo alla nostra stessa via. Via Roma 1.

    a due passi

Trovarci

Via Roma 22, Pianaccio40042 Lizzano in Belvedere, Bologna

Orari

Da confermare con la Locanda.

Cucina e camere sono aperte tutto l'anno, ma gli orari cambiano fra estate e inverno. Prima di salire, una telefonata: rispondiamo noi.

In casa

  • Sala fino a 80 posti
  • Veranda estiva
  • Camino
  • Bar Gianni
  • Gelato artigianale
  • Accessibile in sedia a rotelle
  • Menù per bambini
  • Animali ammessi
  • Parcheggio libero
  • Wi-Fi
  • Eventi e catering
  • Carte e contactless
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